Costituzione dell’alleanza

Assemblea

Dopo cinque giorni di intenso lavoro, con tre atti costitutivi, due seminari e diversi workshop, siamo giunti all’assemblea finale, che ci introduce alla costituzione dell’Alleanza Sociale per la Sovranità Alimentare.

La Rete dei Cittadini e delle Comunità, la LILCA (Lega Italiana Lavoratori del Campo e dell’Agroalimentare), Altragricoltura e tutto il gruppo di lavoro che ha gestito le giornate di questa Assemblea-Seminario vi invitano a seguirne i contenuti, attraverso il video pubblicato in calce a questa pagina.

Il nostro principale scopo è quello di dare vita a uno spazio plurale e autonomo, in cui si condivida l’obiettivo di una società giusta, fondata sulla Sovranità Alimentare, che produca le azioni necessarie al cambiamento.

Qui di seguito, in ordine d’intervento, i relatori dell’Assemblea Conclusiva. Chi voglia accedere alle singole relazioni lo potrà fare agevolmente attraverso il time code attivo nella fonte video, su piattaforma You Tube:

  • Gianni Fabbris (Altragricoltura) introduzione; riepilogo delle giornate precedenti
  • Maurizio Grosso (Sifus ConfAli – Rete della LILCA)
  • Baye Diouf (Sindacato Africani in Europa – Rete della LILCA)
  • Angelo Raffaele Consoli (CETRI TIRES – Rete dei Cittadini e delle Comunità)
  • Giacinto De Rosario (Associazione per la Sovranità Alimentare)
  • Vincenzo Tosti (Stop Biocidio – Rete dei Cittadini e delle Comunità)
  • Tano Malannino (Altragricoltura – Rete dei Produttori)
  • Maurizio Ciaculli (Altragricoltura – Rete dei Produttori)
  • Francesco Lomonaco (Rete dei Cittadini e delle Comunità)
  • Miriam Corongiu (Altragricoltura – Rete dei Produttori)
  • Katya Madio (Associazione per la Sovranità Alimentare)
  • Antonio Melidoro (Soccorso Contadino)
  • Agostino Cascio (Altragricoltura – Rete dei Produttori)
  • Gian Mario Folini (Scuola Ambulante di Agricoltura Sostenibile)
  • Vincenzo Ritunnano (AIAB – Associazione Italiana Agricoltura Biologica)
  • Marco Garoffolo
  • Fabio Sebastiani (Radio IàFuë PerLaTerra)
  • Teresa Gaudioso (Rete dei Cittadini e delle Comunità)
  • Roberto Congia (Altragricoltura – Rete dei Produttori)
  • Gianni Fabbris (Altragricoltura) Conclusioni
  • Tano Malannino (Altragricoltura – Rete dei Produttori) Chiusura

Buona visione a tutte e a tutti!

Video integrale dell’Assemblea Conclusiva

Piattaforma Digitale

Tra i contributi più significativi che la nostra emittente Radio IàFuë PerLaTerra ha espresso nei primi mesi di vita, quello del 30 giugno scorso, intitolato “Con le donne contadine, rifiorisca la speranza!” (ne trovate uno stralcio nella videoguida più in basso, ndr), ha messo in luce la necessità di dotarsi di strumenti adeguati alle istanze del mondo agricolo, dei braccianti, dei cittadini tutti.

Dal confronto espresso in quella trasmissione, che ritrovate nella versione integrale nel nostro articolo intitolato “Radio IÀFUË l’Aia multimediale“, è emersa chiara la necessità che il movimento si doti di una piattaforma digitale efficace ed efficiente. Se da un lato l’esigenza è chiara, come crediamo lo sia, dall’altro le parole che l’hanno espressa non sono state in grado di evocare come essa debba essere fatta, che caratteristiche debba avere, quali problematiche sarà chiamata a risolvere.

Com’è accaduto per molti temi nel corso del nostro Seminario gli animatori hanno proposto degli stimoli affinché i partecipanti potessero esprimere le loro opinioni, con l’obiettivo di arrivare a definire un percorso, delle volte esaustivo, delle volte destinato ad evolvere in un futuro prossimo.

La discussione sulle piattaforme digitali ha seguito questo schema con l’eccezione che la partenza del dibattito sulla loro forma ha coinciso con la progettazione e la partenza del seminario stesso. L’obiettivo dell’intervento svoltosi venerdì 28 agosto sulla nostra piattaforma in diretta video è quello è di mostrare come tutti i partecipanti abbiano già usato una piattaforma e che l’Alleanza per la Sovranità Alimentare si è già attrezzata per questo.

Siamo dunque già a posto? Assolutamente no, perché da un lato abbiamo imparato molto parzialmente a utilizzare la piattaforma in gioco e dall’altro la piattaforma utilizzata è una parte molto piccola di un ecosistema digitale che dovremo imparare a utilizzare. Quando poi avremo finito di capire quali risposte possono fornire le piattaforme esistenti, avremo conseguito l’esperienza necessaria per creare quelle a misura delle nostre necessità.

In calce all’articolo, la videoregistrazione integrale del workshop

Una videoguida sui diversi strumenti e i diversi ruoli che sono in gioco

Nel video qui sopra vi mostriamo come più persone impegnate in ruoli diversi e Con strumenti diversi possono avvicendarsi per compiere una efficace azione sociale:
00:13 La Radio – Conduttore – Intervistati – Contenuti – Canali
02:44 Webinar – Assemblea – Partecipanti – Condivisioni contenuti
04:07 Social media (Facebook) – Immagini nei contenuti – Testo del video

Il primo punto – dirimente – è che le piattaforme sono strumenti che in quanto tali possono essere specifici o generali, a seconda che siano fatti per risolvere una sola determinata problematica ovvero che possano essere utilizzati in molti contesti. È altresì indubbio che se non conosco la problematica che devo risolvere, non saprò né scartare gli strumenti specifici inefficaci o inadeguati, né scegliere, tra quelli generali, quali si adatteranno meglio al mio scopo.

Farsi guidare dalle peculiarietà del problema da risolvere è dunque il giusto modo per affrontare il tema delle piattaforme. Il secondo elemento è relativo alla necessità di imparare bene a utilizzare lo strumento scelto, perché solo attraverso l’analisi del medesimo potrò decidere se davvero utilizzarlo o se sceglierne un altro. Imparare facendo, senza preoccuparsi si sbagliare è quindi il secondo elemento.

Avendo in testa questo approccio metodologico al digitale ci siamo domandati quale problematica dovevamo risolvere per la nostra conferenza online. Se la prima risposta, grazie al Covid-19, era semplice – mettere delle persone in una stanza virtuale – le implicazioni a questa non lo erano altrettanto, visto che un convegno prevede sÌ l’incontro delle persone ma anche la produzione di report finali, le comunicazioni all’esterno, la trasparenza nei confronti di quelli che non possono venire etc.

Un altro elemento rilevante riguarda l’essere a conoscenza del numero massimo dei partecipanti. Tutti questi requisiti ci hanno imposto di scegliere una piattaforma che supportasse bene almeno cinquanta persone e che permettesse di registrare le riunioni con una qualità accettabile affinché esse potessero diventare dei video fruibili in modo godibile, sia per la qualità delle immagini che dell’audio.

Inoltre, la piattaforma doveva garantire una registrazione di almeno due ore, per evitare che le singole riprese fossero frammentate, obbligandoci poi ad un lavoro di ricucitura (post-produzione) che sinceramente volevamo evitare di fare. Spostare “sul” e ”dal” web ed elaborare video molto grandi è estremamente costoso in termini sia tempo che di risorse, sia di rete che di potenza di elaborazione.

L’offerta di strumenti di questo genere si è rivelata tutt’altro che carente “grazie” alla pandemia da Covid-19. Fatta la nostra scelta, abbiamo disegnato sulle caratteristiche della piattaforma un comportamento, una pratica, un’abitudine trasformando così uno strumento standard in uno strumento che andasse bene al nostro scopo.

Il ciclo di gestione di una singola unità di discussione

Ecco, in questa immagine, lo schema che abbiamo deciso fosse adatto a risolvere tutte le problematiche che dovevano essere risoltE. Ci siamo dotati di altri tre strumenti per operare – un sistema di messaggistica, un sito web (questo) e un canale per contenere i video – e abbiamo iniziato a lavorare in modo congiunto, con sequenze preordinate, per raggiungere gli scopi previsti.

Vi sembrerà forse strano, ma avete partecipato anche voi – che ci state leggendo – e se non l’avete fatto vuol dire che tutti insieme non abbiamo collaborato in modo efficace. Se tutto è andato come doveva andare, dovreste essere stati messi nella condizione di capire che cosa stava succedendo durante il seminario. Di tutti gli interventi avreste dovuto poter reperire – in questo sito – la registrazione integrale dell’evento. Dovreste avere forse in futuro (i tempi di produzione non saranno brevi) anche una sintesi verbale di quanto detto, a completare la documentazione video e – un domani, a partire dai materiali raccolti – ottenere nuove sintesi visive o cartacee che permetteranno la fruizione nel tempo di quanto è avvenuto.

Se ce l’abbiamo fatta, bene. Altrimenti – e sarete voi che dovrete dircelo – dovremo mutare la pratica che ci siamo dati, oppure cambiare lo strumento digitale perché non congruente con lo scopo del nostro agire.

Quello che però non dovrebbe sfuggirvi è che la piattaforma utilizzata per il seminario ha moltissimi punti di contatto con il digitale alla base della nostra emittente – Radio IÀFUË PerLa Terra – sia per l’utilizzo dei video sia per per l’uso dei siti web che devono contenere i video medesimi.

L’ecosistema digitale è cresciuto dunque, utilizzando strumenti uguali con fini diversi e facendo giocare ruoli diversi alle stesse persone in contesti diversi (lo si capisce chiaramente visionando il video in alto in questa pagina, ndr). Molti di noi hanno fatto sia gli operatori che i semplici partecipanti alle riunioni e anche se molti di voi hanno oggi semplicemente assistito, magari in passato – con i figli lontani – sono stati un po’ “operatori”, con strumenti analoghi a quelli utilizzati da noi in questi giorni. Avendone imparato l’uso, magari registreranno (se non l’hanno già fatto a loro) la conversazione che risentiranno quando i bambini saranno ormai grandi.

Con questo testo, speriamo di avere espresso compiutamente cosa si intende quando si parla di piattaforma digitale. Sembra tutto molto aleatorio, ma non lo è se si hanno le motivazioni per dire qualcosa, e – soprattutto – le persone con le quali fare quello che si è pensato. Il resto è solo tecnologia, tanta o poca, e quello non è certo un problema, bensì capacità di organizzarsi. Una cosa quindi è certa: tutto parte dal sapere che cosa si vuole fare e dal farlo insieme a qualcun altro.

Detto questo, non è difficile pensare come ciò che è stato fatto da noi sinora, in quest’esperienza, possa interagire con gli scopi che si è prefissa l’Associazione per la Sovranità Alimentare. Un Centro di Documentazione, gli Eventi e la Divulgazione strutturata come scuola, o informale come canale informativo, non sono altro che differenti strutturazioni di pratiche simili a quelle qui descritte. I protagonisti, che possono fruire in tutti i sensi quanto reso disponibile, sono le varie donne e i vari uomini che si sono organizzati in Reti, che si sono avvicendati davanti alle telecamere in questo seminario o alla radio, e così via.

Registrazione Integrale incontro del 28 agosto 2020

Radio IÀFUË l’Aia multimediale

Giunto al quinto giorno di lavori, venerdì 28 agosto, il Seminario dell’Alleanza per la Sovranità Alimentare è alle battute finali. In oltre venti momenti di incontro in modalità webinar e con oltre cento persone intervenute sulle più diverse tematiche riguardanti il mondo agricolo – ma anche su quello del lavoro, e della fruizione del cibo – sono stati toccati un’infinità di aspetti, da tutte le sfaccettature possibili. E questo, grazie proprio al contributo dei partecipanti e alle diverse competenze e sensibilità di chi ha preso la parola.

Agricoltori, allevatori, braccianti, tecnici, cuochi, giornalisti – e ci scusino gli appartenenti alle categorie non citate – si sono confrontati agilmente in una modalità, quella della riunione video in diretta, che ha trovato il suo completamento nell’attività post-webinar, grazie alla quale i contenuti di queste pagine (testi e foto, ma soprattutto i documenti video integrali registrati) saranno fruibili anche in futuro.

Grazie a una tecnologia nuova per questo settore, che lascia intravedere grandi potenzialità collettive e individuali – abbiamo sperimentato una modalità complessa – in quanto tecnologica – senza la quale verosimilmente non potremo “sopravvivere” alla crisi che attanaglia il settore. Una modalità che ha permesso di far emergere tanto i pregi quanto i difetti del singolo e della comunità stessa – a telecamere accese, senza filtri – così come il confronto fluiva, attraverso dinamiche nuove per noi, non propriamente in linea con quelle a cui questi agricoltori sono – o meglio erano – abituati.

Attraverso questa esperienza, non occasionale ma protratta e ripetuta nel tempo, abbiamo tutti capito, se ce ne fosse stato bisogno, che la comunicazione è e dovrà continuare ad essere il nostro collante, attraverso il quale sarà possibile sperimentare nuovi linguaggi e nuove strade e acquisire opportunità e posizioni necessarie per incrociare e incentivare dei nuovi percorsi e una nuova soggettività.

Ce lo hanno ad esempio dimostrato giovedì scorso 27 agosto  Miriam Corongiu, Giuseppe Russo (agricoltori “etici” in Campania e Sicilia) e Giorgio Pace (verduraio altrettanto “etico” della Capitale) che hanno espresso il comune sentire di molti Giovani Agricoltori, introducendo nel confronto complessivo una fresca lucidità, idee affilate e contagiose e la determinazione di gettare il cuore oltre l’ostacolo. In altre parole, la prospettiva del cambiamento che il mondo agricolo più sano e vitale, che si riconosce nei valori della Sovranità Alimentare, meriterebbe di conquistare.

Il ruolo di Radio IàFuë

Tutti i partecipanti all’incontro odierno, dedicato alla Comunicazione e al ruolo di Radio IàFuë PerLaTerra (la nostra web-radio, nata nell’aprile scorso, ndr) hanno ben argomentato il ruolo determinate che la radio ha avuto nei suoi primi mesi di vita, avviando uno stimolante confronto sulle potenzialità che proprio questo strumento potrà avere in futuro (le trasmissioni riprenderanno martedì 1° settembre, ndr) nel marcare un fare nuovo che la parte più sana del mondo agricolo italiano, i lavoratori della terra e i cittadini consapevoli aspettavano da tempo.

Grazie a questo straordinario “megafono”, che rappresenta la prima radio italiana in assoluto a trattare di agricoltura, molti mondi diversi sono riusciti a venire in contatto, pur parlando linguaggi diversi – chi produce, chi lavora la terra e chi fruisce del cibo – avviando un confronto costruttivo e dimostrando di intendersi e di stimolarsi ben oltre ogni più ottimistica previsione.

Già dalle prime settimane di vita, Radio IàFuë ha visto arricchirsi i contenuti del proprio palinsesto, attraverso il coinvolgimento di donne e uomini che si sono espressi e confrontati su diverse e importanti tematiche, all’interno delle rubriche (“Agri È”, “Liberi Pastori”, “Sicer”, “Soccorso Contadino”,“Tutte giù per terra”, e altre ancora) ma anche nelle interviste e negli speciali.

La pratica quotidiana, un’accresciuta familiarità con il mezzo, la soddisfazione nel veder crescere sorprendenti dinamiche “social” hanno permesso a contadine e contadini di “posare la zappa” di tanto in tanto e di impugnare il microfono, diventando quello che meritando di essere: testimoni e protagonisti della parte migliore di questa società, proiettati in un fare comune nella dimensione della democrazia partecipata, in cui il cibo sano si coniuga con il rispetto per l’ecosistema, i diritti dei lavoratori, una distribuzione non speculativa né inquinante e una corretta fruizione delle derrate alimentari.

“La radio”, è stato detto nel corso dell’incontro, “offrirà non solo momenti di confronto, divulgazione, stimolo e riflessione, ma sarà anche uno strumento di formazione delle professionalità e delle competenze e opererà per l’affermazione dei valori della Sovranità Alimentare”. Valori che in diversi Paesi europei hanno già trovato spazio e terreno fertile per propagarsi tra la gente, nelle consuetudini quotidiane, nella coscienza di cittadinanze sempre più ampie, informate e consapevoli.

Attraverso il buon fare collettivo e la partecipazione diffusa che si andranno ad affinare nel tempo per efficacia e naturalezza (ritrosie, timidezze e qualche comprensibile disagio iniziali di alcuni saranno presto superati, ndr) non è escluso che Radio IàFuë potrà acquisire un ruolo sempre più rilevante nel mondo agricolo italiano, riportando i diritti – primo tra tutti quello di incidere sulle politiche agricole – e il peso decisionale nelle mani di chi deve averli.

Il dado è tratto, quindi: un’agile redazione di appassionati e indomiti professionisti e militanti sarà al fianco dei “corrispondenti” agricoli dai territori e dei gruppi di lavoro già attivi sulle diverse e più rilevanti tematiche. Da oggi, dopo questo Seminario, non è forse poi così lontano il giorno in cui dei contadini, armati di microfono, idee e voglia di fare, riusciranno a chiedere ed ottenere dall’amministrazione pubblica, locale e centrale, la soddisfazione delle loro istanze.

Registrazione Integrale dibattito mattutino sulla radio

Nella seconda parte della giornata parleremo di nuovi strumenti come la rete che usano modalità specifiche per creare engagement e veicolare contenuti; i contenitori i social, sono quelli che per noi rappresenteranno la sfida più grande.

La Rete dei Giovani Agricoltori

Il tema della Rete dei Giovani Contadini è stato introdotto, oggi 27 agosto, dall’intervento di Giorgio Pace, 37enne negoziante romano che sin dai primi passi della sua attività (assieme a Giulia Martucci è titolare dal 2012 di “Piccola Bottega Merenda”, nel quartiere Tuscolano) ha fatto dell’etica la chiave di volta del suo agire.

«Bisogna creare delle comunità del cibo», ha sottolineato Pace, «e farle interagire tra di loro, rispettando i parametri di trasparenza, etica, agroecologia e formazione costante di tutti i soggetti coinvolti. Ancor prima di fare rete bisogna fare sistema».

È poi intervenuto l’agronomo Peppe Russo, 25 anni di Vittoria, nel ragusano, che ha raccontato delle problematiche che attanagliano le aziende agricole che si trovano a subire i giochi sporchi del mercato, a partire dalle aste al doppio ribasso praticate da molti operatori della Gdo.

Qui sotto trovate un video in cui Peppe spiega quanto sia difficile per un giovane contadino oggi stare sul mercato. Il video è diventato virale su Facebook, superando in pochi giorni le 250mila visualizzazioni.

In calce all’articolo, la videoregistrazione integrale del workshop

Sono Peppe Russo, sono un imprenditore agricolo e questi sono i problemi degli agricoltori.

Posted by Peppe Russo on Friday, 7 August 2020

Qui di seguito, la videoregistrazione integrale dell’incontro, preceduta dal time code, utile per facilitare l’accesso ai singoli interventi:
00:15 Giorgio Pace (Piccola Bottega Merenda, Roma)
06:34 Fabio Sebastiani (Radio IàFuë PerLaTerra)
10:05 Giuseppe Russo (agricoltore, Vittoria, RG)
24:25 Giorgio Iabichella (agronomo, Comiso, RG)
29:57 Miriam Corongiu (agricoltrice, Sant’Anastasia, NA))
39:50 Tano Malannino (Altragricoltura, Rete dei Produttori)
48:14 Gianni Fabbris (Altragricoltura)
58:37 Agostino Cascio (agricoltore, Polizzi Generosa, PA)
1:03:07 Gianni Fabbris (Altragricoltura)

Buona visione a tutti!

Grazie a tutti per l’attenzione e la partecipazione!

Rete per La Terra

Photo by Clarisse Croset on Unsplash

La Rete PerlaTerra è un’Associazione di Promozione Sociale promossa da Altragricoltura e dall’ASA, Associazione per la Sovranità Alimentare.
È, anche, una Rete di imprese e di soggetti sociali impegnati attivamente a realizzare beni e servizi mettendo in pratica i princìpi della Sovranità Alimentare.
La Sovranità Alimentare è una proposta internazionale avanzata dal Movimento Contadino di Via Campesina ed, oggi, si definisce come il terreno più avanzato (riconosciuto dalla FAO) su cui rifondare scelte e comportamenti sul cibo e l’alimentazione condivisi e sostenibili.
Compito principale della Rete PerlaTerra è quello di pro-gettare, promuovere, gestire e sostenere cicli economici e sociali orientati all’agroecologia, l’economia etica e circolare, la produzione di un cibo giusto e una gestione della terra e del mare fondata sul primato dei beni comuni e dei diritti individuali e collettivi.
A questi obiettivi viene orientato il lavoro di riprogettazione e sviluppo delle economie rurali e delle sue aziende in modo da sostenerle, in particolare, nella capacità di rispondere ai crescenti bisogni di salute, sicurezza e valore sociale del cibo e del rapporto con la terra.
Se le imprese, la loro rigenerazione e il loro sviluppo, sono uno dei focus centrali per ricostruire un ruolo positivo dell’agricoltura (che deve avere a fondamento la capacità di creare reddito e lavoro in modo da remunerane gli investimenti di ognuno), la sua funzione sociale si definisce soprattutto nel tutelare e costruire comunità.
Il territorio e la sua rigenerazione diventa, così, lo spazio su cui ripensare e riprogettare le relazioni fra persone e fra gruppi sociali ponendo al centro la costruzione di reti di comunità di territorio e di affinità.
I cicli del cibo e dei servizi collegati e gli spazi in cui si producono sono l’ambito su cui la Rete PerlaTerra in quanto APS realizza progetti e fornisce supporti allo sviluppo che la Rete di imprese e di Comunità mette in pratica.

L’articolo prosegue più in basso, dopo il video

Il time code di questo video
per aiutare la fruizione dei singoli interventi/tematiche
Gianni Fabbris (Altragricoltura)
00:15 Reti di pratiche – Sovranità Alimentare – Ricerca e documentazione – Obiettivi in Italia – Strumenti di formazione e promozione
03:15 Reti di pratiche sociali, produttive ed economiche – La Rete per la Terra – Associazione di promozione sociale – Rete di imprese – Rete di comunità
04:05 Il sito web dell’Alleanza per la Sovranità Alimentare
05:30 Come nasce la Rete per la Terra – Costruire una nuova economia – Cicli produttivi sociali – Raccontare sul sito web
10:28 I Quattro Assi su cui lavorare
12:30 Primo asse: Il progetto NoCap – Il Bollino Etico NoCap – Megamark – I Migranti e le Donne
20:05 Il pane nel Carcere di Rebibbia – La Rete d’Impresa
24:27 Secondo asse: la Rete Sociale di Ciclo Corto (ReSCiCo)
26:01 Le economie di territorio – Superare il concetto di “Km 0” – Prevale il valore di Cibo Etico
29:50 Terzo asse: il Circuito degli Scambi e degli Eventi – il Mercato del Cibo, della Cultura e della Socializzazione – i Mercati della Rete per la Terra
33:00 Quarto asse: la Rete delle Terra di Giustizia e delle Comunità – Comunità di Territorio – Uso delle terre sottratte alle Mafie
34:59 La Rete per la Terra – Conclusioni – Struttura tecnica, struttura di rete – Centro di Assistenza alle Imprese
35:57 Superare il concetto di cibo etico
37:13 Superare il concetto di cibo biologico
38:19 Il nuovo soggetto degli Agricoltori e la Rete per la Terra
40:45 Giuseppe Russo (agricoltore, Vittoria, RG)

Il time code è work in progress (31.08.20 11:40) tornate a visitare questa pagina!

La registrazione integrale della diretta dell’incontro del 27/8/2020

La Rete PerlaTerra associa aziende agricole e della pesca, trasformatori, associazioni e movimenti, tecnici, distributori, cittadini che, condividendo lo Statuto e associandosi, assumono:
– il documento sulla Sovranità Alimentare
– la carta etica dei principi e dei comportamenti con il Manifesto della Rete
e si impegnano:
– a contribuire allo sviluppo dei programmi della Rete PerlaTerra
– ad applicare i disciplinari e le indicazioni operative derivanti dai singoli progetti

Per ogni progetto di servizio/prodotto viene definito:
– il documento di progetto con gli obiettivi, i tempi e gli strumenti di verifica
– la scheda sulle ricadute e i vantaggi sociali derivanti (ambiente, lavoro, energia, ecc)

Nel sito della Rete PerlaTerra vengono predisposti:
– la sezione dedicata ad ogni progetto con strumenti di tracciabilità e verifica pubblici
– la scheda sui singoli soggetti coinvolti in modo da promuoverne trasparentemente la conoscenza

Oggi pomeriggio si parlerà de La RETE PER LATERRA con questo calendario
👉ore 15 – Presentazione della Rete PerlaTerra .. lo spazio delle nuove pratiche e della nuova economia
👉ore 16.30 – Cosa è il cibo etico e giusto
👉ore 17.30 – Quale organizzazione per la Rete PerlaTerra

Se vuoi partecipare clicca qui

L’Associazione per la Sovranità Alimentare

Jorge Saavedra – Sovranità Alimentare

La Sovranità Alimentare – termine coniato da membri di Via Campesina nel 1996 – esprime un concetto articolato e dinamico, che ha subito nel tempo alcune modifiche ed è in continuo e democratico divenire.

La Sovranità Alimentare è il diritto di tutti i popoli di determinare, declinandole nelle forme di governo di cui ognuno si dota, il proprio modello di produzione, distribuzione e consumo del cibo. È un diritto universale dal valore profondamente democratico e inclusivo; per questo è In totale antitesi – oseremmo dire “il contrario“ – del Sovranismo, che si fonda sulla paura e l’autarchia.

La Sovranità Alimentare è quindi un sistema di principi generali di mediazione tra movimenti, tra diverse realtà sociali e Paesi.

All’interno di questo quadro concettuale le domande che ci siamo fatte sono essenzialmente queste:

  • Come la facciamo nostra, come la rendiamo nostra? Come la utilizziamo?
  • Come la promuoviamo nella società?

È a partire da queste esigenze che nasce ASA, l’Associazione per la Sovranità Alimentare, una realtà in grado di assumersi un compito strategico che si propone di mettere a punto una serie di strumenti di supporto ai singoli aderenti all’Alleanza e alle sue attività e, in particolare quelli relativi alla:

  • Progettazione
  • Ricerca
  • Promozione
  • Formazione

Dunque, l’ASA, associazione con sede a Matera, ha cinque ambiti d’interesse, verso i quali rivolgerà la sua attenzione e attività:

  • Ricerca, attraverso il Centro di Documentazione
  • Formazione, attraverso la Scuola Contadina
  • Divulgazione, attraverso la casa editrice EdiTerra
  • Formazione e Promozione (eventi, format da portare nelle scuole, etc.)
  • Comunicazione
  • Ricerca
La registrazione integrale dell’assemblea avvenuta giovedì 27 agosto

1. Formazione

La nostra premessa, fondamentale per motivare la formazione è la seguente: l’uomo è cambiamento, vive nel cambiamento e vive di cambiamento. Il cambiamento quindi è la condizione di possibilità dell’educazione perché senza cambiamento non ci sarebbe vita, esperienza, educazione.

Il processo educativo ha quindi una successione di cambiamenti uniti e ordinati da un nesso, che ha un inizio e una fine. È quindi un processo collocato nella dimensione storica ed è un processo impegnato nel compimento di un’identità da definire, da iniziare, ed è in processo di trasformazione.

Quindi il processo educativo è intenzionale (cioè rivolto a un fine preciso), generativo-pedagogico (promuove il compimento di una identità) ed è etico (prevede l’ancorarsi di un dovere, quello educativo, che implica giudizio e responsabilità). La formazione quindi e l’educazione sono, in sintesi: proposta, promozione, processo personale, processo relazionale, processo culturale e processo situazionale. Pertanto ne abbiamo più che mai bisogno.

La nostra proposta formativa sarà sia interna che esterna.

Interna perché rivolta alla nostra gente, ed Esterna in quanto rivolta a realizzare un’informazione capillare, coinvolgendo tutta la società a diverso titolo: consumatori, scuole, istituzioni, cittadini, etc.

Quindi si avrà bisogno anche di auto-formazione, per capire come tutto quello che il nostro movimento ha fatto in vent’anni di esperienza viene raccontato e reso fruibile all’esterno.

La formazione verrà realizzata attraverso quella che chiameremo Scuola Contadina e somministrando, di volta in volta, quello che abbiamo ipotizzato possano essere i Quaderni di Altragricoltura (nome al quale non siamo particolarmente affezionati) in un divenire che attualmente è work in progress.

La Formazione avrà bisogno di un gruppo di lavoro e di un documento che dovrà fissare gli obiettivi da realizzare durante il percorso da attuare. Alcune iniziative collegate alla Formazione potrebbero essere (ipotesi):

  • la costituzione della “Scuola Contadina per la Sovranità Alimentare”;
  • la costituzione di un’aula formativa, abilitata (in un primo tempo sarà necessario formulare accordi per gestire le attività d’aula);
  • una piattaforma e-leaning.

2. Centro di Documentazione

Il Centro di Documentazione ha il compito di assumere il tema della Sovranità Alimentare come ambito di documentazione e ricerca, pertanto elabora proposte su base scientifica e documentata.

A tal proposito provvederà a definire cosa intendiamo per Sovranità Alimentare, svilupparne il campo d’iniziativa e documentare tutto quello che ad essa è riferibile con la redazione di un proprio documento.

L’azione quindi, si muoverà in due direzioni:

  1. una proposta generale verso un modello planetario;
  2. approfondire, documentare, sviluppare tutto il tema di come si articola oggi la Sovranità Alimentare.

Lo strumento per realizzare nei territori la Sovranità Alimentare è la Riforma Agraria o meglio, la Riforma delle Comunità Rurali.

Il Centro di Documentazione è il luogo della ricerca e per funzionare avrà bisogno di:

  • un Comitato Scientifico che orienti la ricerca e la documentazione, pertanto il nostro appello è a quanti vorranno coinvolgersi e unirsi all’iniziativa;
  • un lavoro di Documentazione, Ricerca e Archiviazione, dotandosi di un Piano di Lavoro che produca inchiesta (per esempio: i quaderni dell’inchiesta contadina). Un elemento, quest’ultima, di primaria importanza, perché produce crescita e consapevolezza per tutto il movimento. Per questo motivo l’inchiesta dovrà essere uno strumento di lavoro permanente;
  • degli Strumenti Dinamici.

3. Comunicazione

Anche la comunicazione dovrà dotarsi di un gruppo di lavoro. Parte già con un gruppo storico a cui già se ne sono aggiunti altri e speriamo se ne aggiungano di ulteriori, per dare voce soprattutto ai territori.

Avrà l’obiettivo di veicolare – all’interno e all’esterno – chi siamo, le nostre iniziative e i nostri punti di vista, promuovendo uno spazio di comunicazione aperto a tutti coloro che si riconoscono nei principi della Sovranità Alimentare.

La comunicazione è lo strumento che permetterà di consolidare il punto di vista autonomo della nostra esperienza di movimento, ed è un elemento che richiede un lavoro costante e puntuale.

Per quanto riguarda gli strumenti della comunicazione bisognerà:

  • Riorganizzare il nostro portale web;
  • Strutturare un magazine cartaceo (ad esempio: ”I Quaderni di Altragricoltura“);
  • Promuovere la realizzazione una nostra casa editrice;
  • Potenziare una nostra radio e una nostra tv con un format definito.

5. Ricerca

La Ricerca sarà affidata a un Comitato Scientifico; alcuni dei suoi esponenti potranno confluire operativamente nel Centro di Documentazione.

Saranno contattate Università, Fondazioni, Ricercatori che si riconoscano nei cardini della Sovranità Alimentare e la recepiscano come base di lavoro.

La ricerca, con la sua attività, ci aiuterà a mettere meglio a fuoco l’agire complessivo della Sovranità Alimentare.

Sarà possibile inoltre costituire dei protocolli che ci aiutino a raccordare il mondo universitario con quello delle aziende e quello dei consumatori (vedi il caso della produzione della canapa che, essendo una piantagione fito-depurativa potrà essere una possibile coltura di riconversione per quelle aziende che si trovino in territori da bonificare, oppure si consideri il caso della carta del grano dove le università e i ricercatori sono intervenuti per definire metodologie e proposte per la costituzione delle filiere, etc.).

Ecco, tutto ciò che avete sin qui letto è un progetto ambizioso, posto che l’Associazione è trasversale e di supporto a tutto il nostro mondo (Movimento, Sindacato, Reti di pratiche, etc.), ma che ha bisogno di gambe proprie, e quindi ci rivolgiamo alla galassia di soggetti che come noi stanno conducendo un lavoro simile affinché insieme si impari a camminare. E ad Agire.

Le Donne Contadine

Donne via Campesina
Donne di Via Campesina In assemblea

Stamattina tutti quanti abbiamo finalmente conosciuto “Le Donne Contadine”. Un incontro molto importante pieno di tanti stimoli che le protagoniste stesse hanno deciso di sintetizzare autonomamente illustrando da un lato la loro storia e dall’altro l’elemento che le sta più a cuore, il reddito di cura.

Registrazione integrale dell’incontro.

Tutte giù per terra

Il collettivo “Tutte giù per terra” si è formato nel luglio del 2020 in seno ad Altragricoltura e all’esperienza di Radio IàFuë PerLaTerra. Comprende contadine, braccianti, ricercatrici e animatrici innovative del mondo agricolo italiano che – nel primo appuntamento del forum “Con le contadine, rifiorisce la speranza!” – si sono ritrovate a confrontarsi su tematiche come l’assenza di adeguate politiche di genere, la subalternità delle donne, l’invisibilità del lavoro di cura e la vera e propria schiavitù subita dalla componente femminile bracciantile.

Le donne imprenditrici in agricoltura sono circa il 30% del settore in tutta Europa, con percentuali analoghe in Italia, e con punte del 35% nel Sud Italia. Statisticamente, siamo le più innovative, le più ecologiche e le più brillanti nella gestione delle aziende di tipo multifunzionale. Tuttavia, non abbiamo politiche di welfare adeguate alle nostre necessità: le carenze riscontrabili in tutto il settore agricolo (accesso al credito, formazione, etc.) pesano maggiormente sulle donne che, non essendo sostenute nel loro lavoro di cura familiare, troppo spesso sopperiscono ad enormi difficoltà solo grazie alla loro straordinaria energia.

Le donne braccianti vivono in condizioni nettamente peggiori: i dati INPS 2007-2017 sui contratti a tempo determinato ci dicono che c’è un boom dell’impiego femminile nel settore “agricoltura, caccia, pesca” pari al 211% per le sole donne, mettendoci di fronte ad una femminilizzazione del processo migratorio che, per la sua specificità, dovrebbe essere messo al centro delle politiche inerenti le migrazioni e le agromafie.

Il ruolo centrale delle donne in agricoltura e, al contempo, la marginalità che esse vivono, dal punto di vista culturale e normativo, rende necessario dunque un nuovo protagonismo e nuove forme di organizzazione che, secondo la dichiarazione politica delle donne di “La Via Campesina“, alla quale ab initio il collettivo si è richiamato, punta alla costruzione di:

  • “Un femminismo contadino e popolare” da declinare sui territori e tra le donne sulla base delle specificità locali e culturali
  • Consapevolezza ed emancipazione tra noi tutte che, immerse nella cultura patriarcale fino al midollo, siamo ancora prive degli strumenti per comprendere fin dove si è spinta la penetrazione della violenza di genere e più in generale della nostra subalternità
  • Un metodo femminista della partecipazione e dell’elaborazione concettuale che punti a riprenderci in maniera diretta la nostra voce, ci emancipi dall’invisibilità in cui siamo relegate e che ci renda protagoniste della nostra storia e della storia della società
  • Saperi legati al più specifico ruolo delle donne in agricoltura che, secondo le statistiche europee, rappresentano circa il 30% dell’imprenditoria agricola e alle quali sono maggiormente legate innovazione, cura dell’ambiente, abilità nella gestione delle imprese multifunzionali.
  • Saperi legati all’agroecologia come scienza agricola della restituzione e della rigenerazione, nel pieno contemperamento di criteri di efficienza produttiva e di sostenibilità economica: in nessun caso il femminismo contadino può essere disgiunto dalla pratica agroecologica che si pone come antitesi allo sfruttamento della terra e dei corpi
  • Approfondimenti in tema di agromafie, caporalato e femminilizzazione dei processi migratori che, coinvolgendo le donne braccianti in tutta Italia, dovrebbero essere al centro del dibattito politico nazionale
  • Approfondimenti sul legame fortissimo insistente tra violenza di genere e violenza ambientale, troppo spesso perpetrata proprio attraverso il modello agricolo industriale
  • Progettualità di rete per rinsaldare legami tra donne residenti in regioni e nazioni differenti
  • Organizzazione interna basata su principi di orizzontalità nelle decisioni e nella partecipazione, utile a sviscerare le difficoltà e le positività delle esperienze agricole al femminile, a proporre pratiche e modelli alternativi e ad approfondire le dinamiche di questa società basata sulle disuguaglianze di genere
Con le donne contadine rifiorisca la speranza” le donne contadine su Radio IàFuë PerLaTerra

Reddito di cura

In tema di approfondimento, è risultato particolarmente necessario agli occhi di tutte le partecipanti quello sul reddito di cura che, ad oggi, è assente dal dibattito politico italiano, mentre durante il lockdown è stata una proposta lanciata attraverso un webinar e una lettera aperta a tutti i governi perché entrasse nella riflessione intorno al Green New Deal.

La proposta consiste nel riconoscere il lavoro di cura non retribuito (o mal-retribuito, e senza diritti), prevalentemente attribuito alle donne e a soggetti marginalizzati, come una funzione sociale necessaria e ineliminabile, ma al tempo stesso invisibile e ignorata dalle misure anti-crisi; persino – pensate – nel momento in cui pandemia e quarantena si traducono in un aggravio senza precedenti di tale lavoro.

Questa richiesta è ora incorporata in una nuova proposta politico-economica, il Green New Deal for Europe (GNDE), che ne fa un punto cardine del suo programma per la giustizia climatica. Finalmente la protezione delle persone e la protezione della Terra possono essere equiparate e rese prioritarie rispetto ad un mercato che non se ne fa carico. Il GNDE prevede dunque l’istituzione di un reddito per tutte/i coloro che si prendono cura delle persone, dell’ambiente urbano e rurale, e del mondo naturale.

Il GNDE propone di istituire un Reddito di Cura (Care Income) da rendere disponibile per tutte/i coloro che – non essendo formalmente salariate/i – sono impegnate/i nella cura delle persone e/o degli ambienti urbani e rurali (attraverso la difesa organizzata contro estrattivismo e degrado, ma anche le attività di riabilitazione e cura degli spazi comuni, del suolo, delle acque, del verde, della biodiversità), nell’ambito domestico tanto quanto in quello comunitario ed ecosistemico. (S. Barca, “Dentro e oltre la pandemia: pretendiamo il reddito di cura e un Green New Deal femminista“). Il collettivo “Tutte giù per terra“ si pone quindi come obiettivo l’eventuale strutturazione di una campagna mediatica utile a mettere al centro del dibattito politico e culturale italiano la proposta del Reddito di Cura.

In conclusione, riteniamo che sia importante la formazione di una consapevolezza personale e collettiva in primis su cosa significhi essere oggi donne e quindi soggetti subalterni dentro il sistema capitalistico contemporaneo; imparare a riconoscere le modalità in cui la violenza di genere viene perpetrata a tutti i livelli; collocare questa consapevolezza all’interno del mondo agricolo e organizzare le nostre rivendicazioni in maniera autonoma, forte e coraggiosa.

Ci appelliamo pertanto a tutte le donne e a tutti i soggetti marginalizzati chiedendo partecipazione attiva al collettivo e ai processi decisionali che ci riguardano in prima persona, in un cammino giovanissimo, ma non per questo meno autonomo e determinato. La costituzione dell’Alleanza per la Sovranitò Alimentare – e quindi il Seminario di Altragricoltura – si sono rivelati fondamentali per la condivisione in rete delle nostre difficoltà e del nostro punto di vista.

Siamo convinte che se non parleranno le nostre bocche altri continueranno a farlo per noi e lo faranno male, travisando la nostra essenza e la nostra complessità. Solo se saremo tante e insieme potremo riscrivere la nostra storia – e nel farlo – riscrivendo quella di tutte.

La Rete dei Municipi Rurali

Rete Municipi Rurali – Decimoputzu

La Rete dei Municipi Rurali nasce dall’incontro fra l’esperienza del Movimento Riscatto (sorto fra Puglia e Basilicata nel 2014 come una risposta dal basso alla crisi rurale di agricoltori, allevatori, cittadini e realtà sociali) e sindaci, amministratori e consiglieri di Municpi, Province e altri Enti territoriali, impegnati ad affrontare le grandi emergenze che colpiscono i cittadini delle aree agricole del Paese.

La Rete dei Municipi Rurali, che è una Associazione Costituita con sede giuridica a Matera e Sede Operativa presso il Comune di Gravina in Puglia, associa i Municipi e altri Enti territoriali (che aderiscono con delibera), Associazioni, Movimenti e altri Enti Privati, Aziende agrozootecniche e cittadini.

I suoi scopi sono definiti da un Documento di Intenti e dallo Statuto che potete trovare nel sito della Rete Municipi Rurali e possono essere riassunti con l’obiettivo principale di costruire spazi di incontro partecipati e di iniziative comuni fra i Municipi e le realtà sociali attive sul territorio, per sviluppare campagne, progetti, azioni, scambi e pratiche positive, per uscire dalla crisi delle comunità rurali, mettendo in campo modelli ed esperienze positivi.

Registrazione integrale dell’intervento della Rete dei Municipi Rurali

Costituzione Rete dei Braccianti

Costituzione Lega Braccianti
Photo by Allef Vinicius on Unsplash

Mercoledì 26 agosto 2020, ci siamo incontrati per costituire la Rete dei Braccianti.

Registrazione integrale dell’incontro

Proprio su questa tematica lo scorso 13 giugno – su Radio IàFuë PerLaTerra – avevamo trattato delle lotte di questi lavoratori, incontrandone una rappresentanza, in un webinar consultabile qui in basso, intitolato “Fuori i Caporali dalle Nostre Terre”.

Proprio da quel dibattito, emersero – con estrema chiarezza – le motivazioni che toccano questa categoria di lavoratori agricoli. A poco più di due mesi di distanza, quindi è un grande piacere e un onore immenso per noi, poter annunciare la costituzione della Rete dei Braccianti.

Le motivazioni qui espresse, che ci piace riproporre ai nostri lettori, sono il miglior preludio a questo importante atto costitutivo, in programma alle 18:30 di oggi. Vi aspettiamo!


Vi segnalo questo documento di Via Campesina sul lavoro (tradotto dall’originale inglese) che viene posto oggi a base della proposta di costituzione della LILCA (la lega italiana lavoratori del Campo e dell’Agroalimentare) …..

Costituzione Rete dei Cittadini

Joshua Rawson-Harris Consumatori Consapevoli
Joshua Rawson-Harris Consumatori Consapevoli

Stamattina, mercoledì 26 agosto 2020, si è tenuta l’assemblea di costituzione della Rete dei Cittadini. In attesa di darvene qui una cronaca sintetica, vi proponiamo la sua registrazione video integrale. Buona visione a tutte e a tutti!

Registrazione Integrale della costituzione della Rete dei Cittadini

Le motivazioni della necessità della nascita di una rete di cittadini sono state ampiamente trattate durante questa trasmissione su Radio IàFuë PerLaTerra dal titolo “Consumatori e portatori di diritti e responsabilità“ che torniamo a proporvi qui sotto. Grazie!

Un Webinar su Radio IàFuë PerLaTerra come premessa per la Costituzione della Rete dei Cittadini

Photo di copertina by Joshua Rawson-Harris on Unsplash