L’Assemblea. Il futuro è un grande spazio da riempire.

INVITO
ALL’ASSEMBLEA DELL’ALLEANZA SOCIALE PER LA SOVRANITÀ ALIMENTARE PER IL GIORNO 13 FEBBRAIO 2021
E AD UN INCONTRO ORGANIZZATIVO PER PREPARARLA PER IL POMERIGGIO DEL 13 FEBBRAIO 2021

Care e cari,
Vi scriviamo per proporvi di incontrarci in assemblea e decidere, insieme, la forma e il percorso dell’Alleanza Sociale per la Sovranità Alimentare che abbiamo messa in campo nel mese di dicembre e per cui abbiamo proposto una prima iniziativa con la petizione che chiede al Parlamento italiano di riconoscere a pieno i principi assunti dalla Dichiarazione dell’ONU sui diritti dei contadini e le altre persone che vivono nella aree rurali (Vi ricordiamo, fra l’altro, l’impegno del Presidente della Commissione Agricoltura della Camera di incontrarci nelle prossime settimane)
Proprio nel momento in cui sale la consapevolezza civile di quanto sia importante un cambiamento globale di sistema, quello che sta accadendo in queste settimane in Italia, in Europa e nel mondo ci dicono quanto sia urgente e necessario trovare uno spazio comune di iniziativa per contrastare l’azione di quanti, al contrario, vorrebbero mantenere per intero il dominio politico, sociale ed economico.
In India sta andando in scena la più grande mobilitazione contadina al mondo. Un movimento forte, maturo, consapevole ha saputo costruirsi superando la frammentazione delle tante esperienze ed oggi esprime la più grande novità politica e sociale del nostro tempo.
Centinaia di sigle e di esperienze si sono riunite parlando la stessa lingua in nome di un processo condiviso che mostra quanto la “questione contadina e del lavoro della terra” sia oggi la vera frontiera della modernità (se saprà coniugare le istanze di difesa dell’ambiente, della giustizia sociale e della Riforma agraria) con buona pace di chi, usando il potere della propaganda e dell’ideologia, cerca di svendere le terre e le vite ad un pugno di speculatori internazionali.
Una società, quella indiana, che si era divisa su tanto nei decenni scorsi, dando con il voto il consenso a una classe dirigente reazionaria ma che ha saputo ritrovarsi insieme a partire dal primo interesse primario: il cibo, la terra, la democrazia.


Così, pure, da noi la lezione che ci viene dalla iniziativa che ha sventato il tentativo di introdurre gli NBT spacciandoli per “altro” rispetto agli OGM, è stato sventato grazie ad un fronte che si è composto inaspettatamente ed ha saputo trovare l’iniziativa unitaria ponendo alla politica italiana l’out/out e portando a casa il risultato in nome di un sentire forte dell’opinione pubblica contraria agli OGM e di una strategia semplice e chiara: quella di aver dato voce a posizioni maggioritarie nel paese e costringendo la politica a venire allo scoperto ed a svelare pubblicamente le proprie posizioni.


Eppure tanti sono i segnali di rischi grandi che vengono avanti: le lobbies, proprio nel momento in cui la politica è debole (e mai come in questo momento lo è), sono sempre più pericolosamente all’arrembaggio della diligenza provando ad occupare ogni ganglio della società imponendo i propri interessi.
La crisi di governo di questi giorni parla chiaro: al di là della rappresentazione “fumettistica” della dinamica, ci parla del tentativo di posizionare interessi nella migliore condizione per governare le enormi risorse pubbliche che si stanno mettendo a disposizione per gli interventi in risposta al Covid.


Attenzione! Non è scontato che le istanze largamente condivise che vengono dalla società che chiedono “politiche green” e di giustizia sociale e ambientale trovino risposte. Anzi!
Mentre noi tutti seguiamo con apprensione le cronache della distribuzione dei vaccini, vengono avanti segnali pericolosi di come gli interessi antisociali sono sempre al lavoro. Fra tutti, vogliamo segnalarvi che in questi giorni, nel silenzio delle cronache, in Europa si stanno manifestando due processi pericolosi: molti ministri europei dell’agricoltura si stanno schierando contro le pur minime e timide indicazioni sulle “Clausole Sociali” assunte (con un emendamento) nelle indicazioni sulla PAC votate a due mesi fa dal parlamento europeo. Più di una voce si sta levando “contro le clausole di garanzia sul lavoro” perché sarebbero “un appesantimento burocratico” per le imprese! Il COPACOGECA (l’organizzazione europea che fa gli interessi dell’agrobusiness di cui fanno parte Coldiretti, CIA e Confagricoltura) chiede di ritirarle mentre dall’Italia viene salutata come un grande risultato (vedi le posizioni della Bellanova e di Decastro) la nomina a ministro dell’agricoltura americano quel “Mister Monsanto” che è più volte intervenuto negli anni scorsi per chiedere all’Europa di togliere i divieti agli OGM, alla carne agli Ormoni e alla tecnica del lavaggio con la varichina il pollame macellato.

Di fronte a questi rischi, occorre fare un salto nella nostra capacità di esprimere una autonoma soggettività sociale, culturale e “politica” coerente con i tanti obiettivi che vengono dalle nostre lotte, pratiche dal basso, proposte e progetti di cambiamento in difesa dei diritti.
L’Alleanza Sociale per la Sovranità Alimentare può essere un buon luogo dove provare a ragionarne ed agire insieme in maniera intelligente, condivisa, plurale.
Lo abbiamo csritto nei documenti di proposta: l’Alleanza Sociale non sarà un “intergruppo” ma una rete di partecipazione attiva, un luogo dove, mantenendo le nostre specificità e autonomie, lavoriamo per trovare sintesi utili a strumenti e obiettivi comuni.
Tre sono i punti che nel dibattito durato tante settimane prima delle feste di Natale che abbiamo assunto come punti di partenza per costruire questo spazio:

  • Siamo soggetti sociali che agiscono con responsabilità e autonomia (i produttori/i braccianti-lavoratori/i cittadini/le comunità resistenti); ci alleiamo in nome degli interessi di ognuno che a volte sono persino in contraddizione ritrovandoci nella proposta della Sovranità Alimentare che si fonda sui diritti e si definisce come alternativa al modello di società imposto dal neoliberismo del nostro tempo.
  • Abbiamo bisogno di sviluppare, insieme e forti delle nostre diversità, progetti, laboratori, luoghi che ci aiutino a usire dalla crisi rigenerando le comunità fondandoli sui principi della democrazia, dell’inclusione, del superamento del patrircato e dello sfrutamento, dei modelli di produzione/distribuzione/consumo del cibo e del territorio condivisi
  • L’Alleanza che perseguiamo si fonda su iniziative che, insieme, sviluppino: mobilitazione (nei confronti della società perché avanzi la consapevolezza e della politica per cambiare le regole e gli strumenti nella direzione di una Riforma dell’Agroalimentare fondata su base popolare e democratica), reti (per scambiare pratiche e mettere in campo insieme progetti coerenti), strumenti (per supportare la’utonomia del nostro percorso)
    …..
    E’ arrivato il momento di ritrovarci per confermare le scete fatte a dicembre scorso e decidere “come” agire.
    Per questo proponiamo una assemblea per il giorno Sabato 13 Febbraio facendola precedere da una riunione organizzativa da tenere il pomeriggio di sabato 6 febbraio aperta a quanti vorranno partecipare per decidere insieme le proposte da portare all’assemblea.

Gianni Fabbris, Tano Malannino, Maurizio Grosso, Enzo Tosti, Katya Madio

per info e adesioni: info@sovranitalimentare.it
www.sovranitalimentare.it

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